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Barriere osmogeniche

Sistemi di nebulizzazione progettati per contenere la diffusione delle emissioni odorigene nelle aree più esposte


Negli impianti di trattamento rifiuti, nei depuratori e nelle attività industriali, una criticità odorigena non rimane necessariamente confinata nel punto in cui si genera. Vento, temperature elevate, movimentazione dei materiali, apertura dei capannoni, accumuli temporanei e variazioni del processo possono favorire la dispersione degli odori verso abitazioni, attività produttive e altri ricettori sensibili.

Quando l’odore supera il perimetro dell’impianto, una criticità operativa può trasformarsi in segnalazioni da parte dei cittadini, richieste di intervento e maggiore attenzione da parte degli enti competenti.

Per questo la gestione degli odori dovrebbe iniziare prima dell’emergenza.


Barriere osmogeniche Multiva

Perché si verificano i reclami legati agli odori

La percezione dell’odore sul territorio non dipende soltanto dalla concentrazione presente alla sorgente. La propagazione può essere influenzata da numerosi fattori:

  • direzione e intensità del vento;
  • temperatura e umidità;
  • distanza dai ricettori;
  • conformazione degli edifici e delle aree esterne;
  • apertura di portoni e accessi;
  • movimentazione o stoccaggio dei materiali;
  • variazioni nei quantitativi trattati;
  • fasi operative caratterizzate da picchi emissivi.

Di conseguenza, due impianti apparentemente simili possono presentare dinamiche odorigene molto differenti. Non esiste quindi una configurazione standard valida per ogni contesto.

Il quadro normativo: non esiste un unico limite per tutti gli impianti

La normativa nazionale non stabilisce un unico limite di emissione odorosa applicabile indistintamente a tutte le attività.

Gli indirizzi MASE adottati nel 2023 individuano però criteri nazionali per la valutazione dell’impatto olfattivo e valori di accettabilità presso i ricettori compresi, in funzione della destinazione dell’area, tra 1 e 5 ouE/m³. Questi valori non rappresentano un limite misurato direttamente alla sorgente, ma vengono verificati attraverso studi modellistici che valutano la dispersione e la ricaduta dell’odore sul territorio.

In presenza di segnalazioni o evidenze di impatto, l’autorità competente può inoltre richiedere:

  • campagne di olfattometria dinamica
  • analisi di ammoniaca, idrogeno solforato o altri traccianti
  • studi di dispersione
  • piani di gestione degli odori
  • interventi tecnici o gestionali
  • verifiche ante e post intervento
  • monitoraggi periodici delle prestazioni

La gestione degli odori diventa quindi un’attività tecnica da documentare, programmare e integrare nelle procedure dell’impianto.


Che cos’è una barriera osmogenica

Una barriera osmogenica è un sistema di nebulizzazione controllata installato vicino alle aree da cui gli odori possono diffondersi. Attraverso tubazioni e ugelli, il sistema eroga una soluzione specifica che aiuta a intercettare e trattare le molecole odorigene prima che raggiungano l’esterno. Non copre l’odore con profumi, ma interviene sulle emissioni diffuse o fuggitive.

Il funzionamento può essere programmato in base alle lavorazioni, agli orari, alle condizioni meteorologiche e ai momenti di maggiore criticità.

Dove può essere installata

La barriera può essere utilizzata soprattutto dove la captazione completa dell’aria è difficile, ad esempio:

  • lungo perimetri e confini
  • in prossimità di portoni e aperture
  • nei piazzali e nelle aree di conferimento
  • presso fosse, vasche e stoccaggi
  • su nastri trasportatori e linee di lavorazione

Una semplice linea di ugelli non garantisce da sola un risultato efficace

Il sistema deve essere dimensionato in base alle caratteristiche reali dell’impianto, valutando sorgenti, correnti d’aria, geometria delle aree, pressione, portata, dimensione delle gocce, cicli di erogazione e diluizione del prodotto.

Per questo Multiva parte sempre dal sopralluogo e dall’analisi del contesto.

Il progetto viene sviluppato attraverso:

  1. sopralluogo e analisi delle sorgenti;
  2. definizione della configurazione impiantistica;
  3. installazione e programmazione;
  4. collaudo e regolazione dei parametri;
  5. formazione del personale;
  6. eventuale verifica delle prestazioni prima e dopo l’intervento.

Un trattamento complementare

La barriera osmogenica è un presidio complementare per emissioni diffuse, aree aperte e punti difficili da confinare. Non sostituisce automaticamente aspirazioni, coperture, scrubber, biofiltri o altri sistemi previsti dalle autorizzazioni, ma si integra in una strategia più ampia che comprende prevenzione, pulizia, manutenzione e monitoraggio.

Prevenzione

Un approccio preventivo permette di individuare le aree e i momenti più critici, programmare il funzionamento dell’impianto, ridurre gli interventi manuali e documentare le attività svolte.

L’obiettivo è trasformare una criticità variabile in un processo più controllabile.


Il caso Messinaservizi Bene Comune S.p.A.

Per Messinaservizi Bene Comune S.p.A., Multiva ha progettato e realizzato un impianto di nebulizzazione personalizzato, articolato in due sistemi indipendenti e configurato in funzione delle diverse aree operative.

Il progetto è stato sviluppato per garantire funzionamento automatizzato e programmabile, trattamento delle aree più critiche senza interrompere la continuità delle operazioni, riduzione degli interventi manuali e gestione semplificata del prodotto.

La case history mostra come il controllo degli odori possa essere affrontato non come un intervento occasionale, ma come un processo tecnico integrato nelle attività dell’impianto.


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